SCRITTORE APPASSIONATO O CRITICO INACIDITO?

L’altro giorno sono andata in una libreria Mondadori e mi sono messa a guardare fra gli scaffali che titoli avessero della casa Editrice Neri Pozza, della quale mi stanno piacendo parecchi libri e mi ero soffermata a sbirciare in uno di nome Struggimento, quando si sono avvicinati al mio scaffale un commesso che discuteva di libri con un suo amico molto eccentrico. Giacca bianca lunga, tipo cappottino leggero, occhiali da sole di gran lusso, capelli rasati alla militaresca, jeans falsamente trasandati…e insomma i due stavano parlando di edizioni librarie, di pregiatezza della carta, etc… e il tipo eccentrico mi chiede, con assoluta invadenza e superiorità, di passarmi un libro che era proprio nello scaffale di Neri Pozza, e del quale poi si è messo a tessere elogio della carta e della trama. Si trattava de Il cuore delle cose, di Natsume Soseki, uno scrittore giapponese del quale sono stati tradotti molti romanzi dalla Neri Pozza che, a quanto pare, si occupa di letteratura orientale.  Proprio di questo autore ho recentemente comprato e iniziato a leggere Io sono un gatto, il suo primo libro. E difatti il commesso gli ha subito fatto notare che era recentemente uscito un suo libro, gli pareva si chiamasse Io gatto (….), e insomma l’eccentrico, che aveva l’aria di chi sa tutto, commenta dicendo che Io sono un gatto è una mezza cagata!

Devo ammettere che l’affermazione mi ha un po’ ferita, visto che io l’ho comprato con tanto amore, anche se leggendolo mi sto rendendo conto che non è esattamente ciò che mi aspettavo. Insomma, avendo deciso di comprare il mio Struggimento di J.D. Landis, mi sono diretta alla cassa, dove però la commessa mi spiegava che il bollino di sconto del libro, che io non avevo nemmeno visto, non era stato applicato da loro bensì da un centro commerciale dal quale forse proveniva la copia.  Allora il tipo eccentrico si avvicina alla cassa, palesemente per sentire cosa stava accadendo, e in quel preciso istante io, rispondendo alla commessa imbarazzata per l’equivoco, dico: – Non si preoccupi. Non compro il libro certo per il suo prezzo!-, allorché il tipo ha fatto una faccia fra il colpito e lo sconvolto, anche se gli occhi erano nascosti dagli occhiali, e cosi me ne sono andata.

Insomma, io leggo un sacco di libri e cerco di scriverne, e non sono proprio il tipo che si mette a fare una critica tanto superficiale alle cose che legge, solo per il piacere di riempirsi la bocca. Non sono nata per fare la critica letteraria, al massimo riesco a giudicare se il libro è scritto bene, in termini grammaticali, semantici o di svolgimento dell’intreccio….ma davvero, sarà perché so quanto uno scrittore si innamora dei suoi personaggi, non mi permetterei mai di essere cosi critico…Quando penso ai miei libri e ai miei personaggi, penso ad un amore intenso per loro, per la loro vita e le loro storie…Tutte le loro parole riempiono ogni giorno la mia mente tanto che finisco spesso anche io per identificarmi nelle cose che fanno e che dicono. Proprio perché so quanta passione ci mette uno scrittore, per questo non potrei mai fare una critica cosi definitiva.

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