LA FAMIGLIA MELROSE – EDWARD ST AUBYN

Ho acquistato un libro di un autore molto interessante, del quale non avevo mai sentito parlare sino ad ora, e infatti mentre prendevo questo libro fra le novità, sono andata a cercare altri suoi romanzi ma come al solito dalla Feltrinelli di  Bari non trovo mai un accidente di quello che cerco. Pare che abbiano deciso di rispedire come resi e di mandare indietro i libri che mi interessano…beh e si fottessero! Quando andrò a vivere una città come si deve, non avrò più di questi problemi.Comunque, il libro si chiama LA FAMIGLIA MELROSE ed  di EDWARD ST AUBYN ( non so per cosa stia esattamente quel ST), e narra le vicende di una famiglia moderna inglese, in cui ogni capitolo tratta il punto di vista dei personaggi principali della stessa, il padre, la madre e i due figli piccoli.

La storia è coinvolgente, il mood narrativo è assolutamente accattivante, moderno, e ricco di spunti ironici e sardonici. I dialoghi sono veramente d’effetto, cosi come le scene culminanti della storia. I personaggi sono credibili, interessanti e soprattutto archetipici delle diverse condizioni umane che possono formarsi all’interno di una famiglia moderna, dove tutti i dettami della tradizione e dei valori sono completamente cancellati in favore di una riscrittura di ruoli e di desideri sempre più cinici, sempre più frustrati e sempre meno facili da vivere e interpretare nel teatrino della vita.

Sottolineo che l’edizione che ho comprato è piena di errori di battitura, alcuni anche abbastanza vergognosi visto che lasciano intendere che chi lo ha corretto non ha letto il libro per capirlo, ma solo per correggerlo… MALE!!! Se lo avessi corretto io, ah quanto mi sarebbe piaciuto leggerlo…e pure gratis!

Beh, insomma, il personaggio che mi è piaciuto di più è il padre della famiglia, Patrick (ovviamente di origini irlandesi!), diviso fra la sua voglia di salvare la sua famiglia, e il rapporto con sua moglie ormai in crisi da quando la donna ha deciso di dedicarsi ai figli piccoli, abbandonando il marito sia sessualmente che affettivamente, e l’alcool nonché voglia di adulterio, spinti sino alle estreme conseguenze pur di sentirsi ancora vivo. Il contrasto che vive lo sento molto mio, o meglio la famiglia della quale si parla nella storia è decisamente l’epilogo più logico che mi viene in mente quando penso ad una famiglia e alle costanti battaglie che bisogna vivere per poter stare bene con una stessa persona per molti anni.Nella fattispecie, Patrick rivive situazioni familiari della sua adolescenza nella sua famiglia, negli occhi di uno dei suoi figli, e non riesce a trovare una via di uscita alla sua depressione, che non sia bere o prendere pastiglie di ogni tipo per cercare di dormire, solo, sul divano letto, dopo che la moglie lo ha convinto ormai da anni a lasciarla sola a dormire con suo figlio più piccolo.

Altro bel personaggio del libro è decisamente Robert, il figlio più grandicello dei due Melrose, che vive il periodo dell’infanzia assorbendo le frustrazioni del padre, e sviluppando un senso critico e una intelligenza fuori dal comune, che lo porta a sfogarsi con imitazioni ciniche e assolutamente veritiere della gente che lo circonda.

Avendolo comprato ieri, devo ancora finire di leggerlo, mi mancano poche pagine visto che l’ho divorato ieri sera e oggi pomeriggio. In ogni caso lo consiglio vivamente a chi ama leggere di storie familiari travagliate e e di romanzi a più voci.

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