E-BOOK O LIBRO? IL PARERE DI CHI AMA LEGGERE

A giorni ho l’esame di latino, argomento del quale eviterò di parlare in questo post, data l’angoscia che mi trasmette, a livello epico, umano, con tutti i limiti del caso che ne conseguono. Non sono molto in vena di fare ripetizione oggi, anche se dovrei, o di finire la versione di Cicerone, la Pro Archia. Mi va di scrivere. Ma anche mettere mano al romanzo in questo momento mi appesantisce, ho la testa colma di idee e mi serve tempo. Tutto sottrae tempo al tutto: l’esame al romanzo, il romanzo all’esame, e entrambi a me e alla mia vita. Quindi niente, scrittura disimpegnata sul blog, per liberarsi. Disimpegnata sino ad un certo punto. Sto leggendo in giro per forum e blog di altri appassionati di lettura numerosi interventi e copiose opinioni sul tema dell’avvenire librario e dell’e-book. Parlo con una certa consapevolezza di questo argomento, considerato che attualmente ne posseggo uno, il Kindle dell’Amazon, che si sta rivelando proverbialmente ottimo come supporto per leggere durante viaggi, spostamenti, attese in luoghi scomodi o non propriamente rilassanti, tipo ospedali e aeroporti (bastano queste due parole a farmi sentire inquieta!). Bene, la mia opinione sul Kindle è che sia assolutamente eccellente come supporto, quando lo spazio diventa un grosso problema, così come anche il trasporto. Vivendo per molti mesi lontana da casa, luogo dove risiede la mia enorme biblioteca, i miei “amori” potrei definirli, stipati stretti e a righe di tre per ogni scaffale, mi è purtroppo impossibile portarli con me, almeno per il momento. I miei libri mi mancano immensamente, anche il solo osservarli e ricordarmi il momento intimo di passate letture, mi fa sentire felice e stimolata a continuare quello che sto facendo, ovvero studiare, senza mai fermarmi. Ma anche essere in una biblioteca pubblica mi da lo stesso tipo di stimolo, anche se i libri in essa contenuti non sono miei. Il Kindle diventa un’ottima soluzione per poter consultare classici, a costo zero il più delle volte, e per poterli avere sempre con me senza trascinarmi a seguito una valigia pesantissima, o uno zaino distruttivo per la schiena. Nella fattispecie, continuo a trascinarmi tra un viaggio e l’altro, i libri di università, per il momento non sostituibili da supporto Kindle, e la cosa mi risulta alquanto fastidiosa, come fastidioso è osservare questa antologia di Letteratura Latina che sminuisce l’incredibile passionalità dei testi latini, ma che devo studiare per l’esame e quindi sono costretta a scarrozzarmi in giro. Nel frattanto, sul Kindle, scorrono veloci le pagine del Liber Catulliano, del Satyricon, della Farsalia, del De Bello Gallico, e delle Metamorfosi. Che leggo molto più piacevolmente del relativo riassunto tecnico – linguistico – storico del testo. Siamo alle solite, niente di nuovo.

Questo mio discorso, apparentemente legato a questioni affettive, è la risposta al quesito annoso sugli e-book. Lo approvo, lo apprezzo e mi consente rapidità di consultazione, ma non sostituisce visivamente ed emotivamente la presenza spirituale che un libro mantiene viva in me e su di me, ogni volta che me ne trovo circondata. Il Kindle ha il suo senso e il suo perché, e la sua innegabile utilità nelle mani di un lettore appassionato, ma non sostituisce l’esperienza libraria emotiva, che è fondamentale per ogni lettore che si rispetti. Ho fatto una prova con Guerra e Pace di Tolstoj, tanto per essere più precisa. In una mano il tomo da circa mille pagine, dei Mammut, e nell’altra il PDF contenuto nel Kindle, circa 780 pagine contenute in un rettangolino di plastica. Leggere il medesimo libro in questi formati è assolutamente, innegabilmente, e forse inspiegabilmente diverso. Il principe Andrei nel tomo del Mammut mi appare come una figura mitica, alla quale si legano numerose e fascinose riflessioni sull’estrema bellezza di quel romanzo, sulle emozioni che mi ha trasmesso.  Il principe Andrei nel Kindle è il principe Andrei. Un personaggio di carta. Non so spiegarlo, forse non è possibile spiegarlo, ma la differenza risulta immediatamente evidente a chi sia appassionato di libri.

Mi è capitato invece di leggere su Kindle un testo che non avevo considerato dal punto di vista librario: la saga dei Nibelunghi, un testo epico, per altro trovato su un PDF la cui impostazione di pagina era decisamente pessima. Ma bene, volevo leggerlo e non avevo tempo per comprare il libro né soldi. E mi ha sinceramente affascinata, colpita in pieno petto e rapita. Hagen, il villain della storia, mi è davvero arrivato in pieno cuore. Devo dunque convenirne che se l’esperienza cartacea ha preceduto quella digitale, allora ci sono pochi paragoni da fare. Viceversa, leggere qualcosa di assolutamente nuovo, apre porte nuove al pensiero di una lettura su diverso supporto. Che rimane comunque diversa, per quanto concerne l’attività del ricevente.

Il supporto cartaceo, quando viene utilizzato infatti, instilla nella percezione sensoriale, assieme a quella logica e verbale, un dato in più da assorbire. La mente si estranea nella lettura, si immedesima nei personaggi e rivive, e il fatto di avere un libro tra le mani in qualche modo amplifica questa sensazione selvaggia e distruttiva di perdita dell’identità reale e di acquisizione di quella letteraria. Col Kindle questo non mi succede. E mi spiace molto perché per tutto il resto dei motivi sopra elencati, è invece ottimo, specie se consideriamo il fattore spazio, il fattore ambientale, il fattore peso, il fattore trasportabilità, il fattore condivisione sulla rete di un’opera, raggiungibile anche per coloro che hanno modeste finanze ma non vogliono privarsi del piacere di leggere.

Ne consegue, a mio avviso, che noi che ci troviamo a cavallo di questa generazione di lettori, semplicemente vivremo una vita letteraria bifronte, fatta di libri ed e-book, e a me sinceramente, va bene così. Se alle prossime sarà concesso di riappropriarsi del valore e dell’amore per la lettura, cosa che accadrà sicuramente grazie all’avvento di nuovi e grandi scrittori che torneranno ad illuminare il passato ed il futuro della letteratura come cuore pulsante dell’esistenza umana, molto probabilmente l’e-book riuscirà ad avere presa diretta e rapida in una generazione meno emozionale, o diversamente emozionale e più pragmaticamente diretta al testo pronto e fatto per essere letto (quanto piacerebbe questa considerazione, oggi, agli strutturalisti maledetti?).  Un po’ come l’automobile e la carrozza. Andare in carrozza è stupendo, puoi sentire il vento tra i capelli, guardare in viso i passeggeri di fronte a te o sedere col cocchiere, e lasciarti andare all’emozione motoria che solo i cavalli possono trasmettere in modo tanto affascinante. Ma la carrozza è lenta, è pericolosa. L’automobile è più veloce, più sicura (relativamente certo, ma molto più sicura della carrozza, specie ai tempi in cui si usava davvero andare in carrozza e queste erano perenne bersaglio di rapine, incidenti a ruote e cavalli stessi, non dipendenti dallo stile di guida del mezzo in sé), ma più claustrofobica, meno poetica. Per non parlare di altri mezzi di trasporto (ecco, non ne parliamo…).

L’e-book merita la sua chance, per concludere, dal mio punto di vista. Ma è soprattutto l’ennesima chance che ha il testo letterario, sia esso un romanzo, un saggio, una raccolta di novelle o di poesie, di rivivere nel cuore dell’umanità, sarebbe bello poter dire “come un tempo”, ancor più bello poter dire “nuovamente”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...