TROPPO AMORE – ALMUDENA GRANDES

In periodi di buona ispirazione, mi faccio prendere da shopping compulsivo di libri. Da quando ho il Kindle, questi periodi aumentano a dismisura dato che ho settato Amazon.it e Amazon.co.uk per farmi inviare mail e mail di offerte quotidiane, notizie di sconti e proposte di lettura di ebook.
Il Kindle è una miniera inesauribile di felicità per la sottoscritta, specie quando riesco a reperire i libri usati online, che mi arrivano dopo pochi giorni e sono come nuovi, nonché quando riesco a trovare ebook a poco prezzo e talvolta anche gratis per qualche giorno. Deve essere stato così che Troppo Amore è giunto nel mio apparecchio. Non ricordavo di averlo però cercato. L’autrice è Almudena Grandes, scrittice spagnola nata a Madrid.

Ho chiesto alle mie amiche lettrici su Fb se fossero state loro a consigliarmelo ma nessuna ne aveva sentito parlare. Cerco in rete e scopro che è stato pubblicato in Italia da Guanda nella collana Classici Erotici, non capisco per quale motivo.
Infine, su Goodreads qualcuno ha fatto notare che era girata su Fb una citazione di questo romanzo che aveva colpito molta gente e mi sono quindi ricordata che la stessa cosa era successa anche a me. La citazione in questione è la seguente:

“Era troppo amore. Troppo grande, troppo complicato, troppo confuso, e azzardato e fecondo e doloroso. Era tutto quello che potevo dare, più di quanto mi convetroppo_amorenisse. Per questo s’infranse. Non si esaurì, non finì, non morì, semplicemente s’infranse, crollò come una torre troppo alta, come una scommessa troppo alta, come un’aspettativa troppo ambiziosa.”

Troppo Amore è la storia di Maria José, una donna che si occupa di una casa d’arte, non con grandissimo coinvolgimento ma con adeguata perizia, che un giorno riceve una telefonata inaspettata da un suo vecchio compagno della scuola di Belle Arti, tale Jaime, il quale si trova, suo malgrado, a doverle comunicare che un loro comune amico dell’epoca, Marcos, è purtroppo deceduto.

Da questa notizia tragica, la narrazione in prima persona fatta da Maria Josè subisce un balzo indietro nel tempo. Maria rammenta gli anni in cui frequentava la scuola di Belle Arti, carica di sogni, di aspirazioni artistiche e di ideali per un futuro d’artista di successo. Durante questo percorso, conosce Jaime, bravissimo nell’arte del disegno e capace di riprodurre opere di qualsiasi stile.
Conosce inoltre Marcos, il migliore amico di Jaime, dalle fattezze angeliche e dalla carismatiche doti pittoriche da tutti già riconosciute e apprezzate. Maria inizia a frequentarli, illuminata dalle loro personalità artistiche così cariche di promesse, ma anche affascinata dalla bellezza di Marcos e dai modi di fare suadenti di Jaime.
Quest’ultimo, gradendo non poco la compagnia di Maria e intuendo l’interesse di lei per il suo amico, riesce abilmente a manipolare i fili del loro rapporto, trovando il modo di stringerli tra le sue mani in maniera indissolubile.
Nasce tra i tre un sodalizio intimo profondo, non soltanto artistico, che muta definitivamente le sorti dei tre artisti, portandoli verso una prima spirale di godimento della vita e di piacere, consapevoli e, nonostante questo sprezzanti, della naturale caduta che li attende.

Il tempo di lettura minimo di questo romanzo è di circa due orette. E’ davvero molto breve, molto scorrevole e la prosa si fa leggere con piacere senza creare mai stanchezza o incomprensioni. La narrazione è delicata, mai eccessiva, sfiora spesso punte poetiche con accattivante leggerezza e un costante occhio femminile sensibile e critico, quello di Maria José, abile a descrivere il passato di ieri come fosse presente, senza mai lasciar intuire i dettagli che, disseminati tra le pagine, non per ultima la notizia della morte di Marcos contenuta già nell’incipit del romanzo, già preludono a un finale affatto scontato e dalle tinte oscure.

Troppo amore si può definire una storia d’amore non canonica.
Se da un lato il legame che si crea tra i tre giovani può essere considerato come un cliché della letteratura, posso affermare con cognizione di causa che poco scontata o banale è la modalità con cui Almudena Grandes tratta la materia, strutturando una lettura che non pretende di sconvolgere o scandalizzare. Ma che preferisce limitarsi alla narrazione essenziale di emozioni e sentimenti, per donarci il ritratto sfumato del ricordo di un’epoca passata, quella della giovinezza della protagonista e dei suoi due amici.

Per rammentare al lettore come certi legami che hanno rappresentato tutto in una determinata epoca, finiscano poi per spezzarsi anche se non lo si desidera, perché la vita non vuole o non può concedere proroghe a quel percorso fatto insieme alle persone che una volta erano tutto. Un percorso che si instrada su un ponte fragile di desideri, interrotto dall’inevitabilità della morte.

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