“I Nazbol” (estratto da Limonov, Emmanuel Carrére)

“Sebbene fosse un organo di partito, più che di politica “Limonka” si occupava di rock, di letteratura e soprattutto di stile. Che stile? Quello fuck you, bullshit e gesto dell’ombrello. Il punk in tutto il suo splendore. Ora, dice Zachar Prilepin, bisogna cercare d’immaginarsi che cosa sia una città russa di provincia. La lugubre vita dei giovani, il loro futuro senza sbocchi e la disperazione che assale chi sia appena un po’ sensibile e ambizioso. Bastava che un solo numero di “Limonka” arrivasse in uno di questi posti e capitasse in mano a uno dei ragazzi sfaccendati, imbronciati, tatuati, che strimpellavano la chitarra e bevevano birra sotto i loro preziosi poster dei Cure o di Che Guevara, ed era fatta. Ben presto furono in dieci, venti, tutta la compagnia di poco rassicuranti sfaticati che ciondolavano nei giardinetti pubblici, pallidi con i jeans neri strappati, gli usual suspects, i clienti abituali della stazione di polizia. Adesso avevano una nuova parola d’ordine e si passavano “Limonka” di mano in mano. Era una cosa loro, si rivolgeva proprio a loro. E dietro tutti gli articoli c’era quel tipo, Limonov, e Zachar e gli amici cominciarono a leggere avidamente i suoi lbri, e Limonov divenne insieme il loro autore preferito e il loro eroe nella vita reale. Aveva l’età per essere loro padre ma non somigliava a nessuno dei padri che conoscevano.  Non aveva paura di niente, aveva avuto la vita avventurosa che fa sognare tutti i ventenni, ai quali diceva (cito): “Sei giovane, non ti piace vivere in questo paese di merda. Non vuoi diventare un anonimo compagno Popov, né un figlio di puttana che pensa soltanto al denaro, ne un cekista. Sei uno spirito ribelle. I tuoi eroi sono Jim Morrison, Lenin, Mishima, Baaser. Ecco sei già un nazbol”. Essi hanno rappresentato la controcultura della Russia. L’unica: tutto il reso era menzogna, irreggimentazione e compagnia bella. Quindi è chiaro che potevano esserci tipi violenti, altri che il servizio militare aveva reso nervosi o skin che andavano in giro con cani lupo e si divertivano a fare il saluto nazista per mandare in bestia le persone perbene. Ma c’era anche quanto di meglio potessero dare le cittadine della Russia profonda in fatti di fumettisti autodidatti, per formare un gruppo, gente che ci sapeva fare coi video, timidi che scrivevano poesie di nascosto struggendosi per ragazze troppo belle e sognavano cupamente di compiere una strage a scuola e poi farsi saltare le cervella, come succede in America.”

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