AMALA COME UN RE – DANIELE ANTARES

Nella Biblioteca della sottoscritta entrano spesso e di diritto titoli non molto conosciuti al grande pubblico, perchè non è strano scoprire che tante piccole gemme poetiche si nascondano, per sfortuna o per destino, agli occhi dei più. Volentieri, certi titoli da me recuperati sono frutto della penna di amici, conoscenti o persone delle quali conosco, per sommi capi, il tragitto di vita (a differenza di tanti scrittori classici che amo, la cui vita resterà per sempre a me celata dietro le loro pagine). Mi piace rinvenire, negli scritti di persone che più sono vicine alla mia realtà la loro visione della vita, il loro pensiero, le loro esperienze quotidiane, le risposte che hanno dato a domande che mi pongo anche io. E’ questo il caso di Amala come un Re, scritto da Daniele Antares, che annovera tra le sue molteplici attività quella di psicologo, insegnante di tecniche di meditazione con la spada (Metramodis) e astrologo (motivo per cui lo conosco e ho avuto notizia dell’uscita del suo libro).

Impossibile o quasi, per sua stessa ammissione, scindere l’opera dallo scrittore (che sia sempre impossibile, mi chiedo? In questo caso, per i motivi descritti sopra, posso esserne certa). Su Amazon, il manuale compare tra le proposte dei manuali di seduzione destinati all’uomo. Credo che questa dicitura sia controproducente per il successo o per la sponsorizzazione del testo, perchè non si tratta del classico manuale tra lo spiritoso e il becero del tipo “Riconquistala in 30 giorni”. E’ molto di più.

Amala come un Re è un viaggio epico, poetico e culturale nella storia dell’Uomo, una scoperta continua, pagina dopo pagina, in un mondo che è mistero, a mio avviso, non solo per le donne, ma per molti uomini. Il manuale ha come destinatario l’uomo che intende conoscersi per davvero al fine di diventare capace di amare e conquistare la donna da lui desiderata e si propone come un percorso di riflessioni, aneddoti ed esempi forgiati tramite l’esperienza, talvolta serissima e talvolta comicamente estremizzata, dello scrittore, con la chiara e sempre presente ammissione di non voler ammaestrare o livellare il lettore alla propria visione di vita, ma solo consigliare in che modo e in base a quali riflessioni intraprendere quel viaggio di conoscenza del proprio cuore, quello Antico e Regale, che lo aiuterà inevitabilmente a essere perfetto amante (e anche amato alla perfezione, perchè no?).

Dal momento che non sono un uomo, non posso dire se questi esempi potranno essere realmente utili a produrre un cambiamento sostanziale nel lettore di sesso maschile. Del resto, la prosa dell’opera è così intrisa di nozioni, conoscenze, riferimenti puntuali a numerose altre letture, alla mitologia, all’arte militare, alla musica e perfino a Star Wars che, per la triste immagine che ho del lettore moderno (capace di trovare divertente squallidi libretti “di Grigio e di Volo”, e qui ci siamo capiti), ho come la sensazione che si tratti di un’opera davvero troppo colta e raffinata per poter essere compresa dal maschio medio (cioè colui che avrebbe davvero bisogno di sapere tutte queste cose), intento a parcheggiarsi in discoteca, incapace di generosità o di proteggere perfino sè stesso, figuriamoci la propria donna, e soprattutto scarsamente consapevole del proprio corpo quanto di quello femminile. L’intento dell’opera è splendido e ricco di verità, come ricca è l’opera in sé. E’ il destinatario che non mi è ben chiaro. Esiste? La speranza è l’ultima a morire.

In quanto donna, piuttosto, mi sono trovata a valutare a più riprese confessioni e aneddoti femminili ascoltati anche e soprattutto grazie al mio mestiere di astrologa. E non ho potuto fare a meno di constatare come il testo centri un bersaglio fondamentale, assolutamente condivisibile, ovvero l’ERRORE SOMMO riguardante il gioco di seduzione tra uomo e donna, che molti uomini sembrano davvero ignorare: la sostanziale necessità della donna di percepire l’identità puramente maschile nel proprio uomo, che dovrebbe evitare caldamente di diventare psicologo, amico, confidente o zerbino (o di sperare di utilizzare questi ruoli per conquistarla, in maniera chiaramente ipocrita) e restare nel suo ruolo naturale di Amante, che conosce l’arte dell’Amore e tramite essa interagisce con la propria donna.

Il fallimento di molti corteggiamenti, per l’uomo, viene svelato con molta semplicità. Con altrettanta semplice logica, vengono proposti i consigli sotto forma di elenco trattato punto per punto, Otto Verità da tenere sempre a mente nel momento in cui ci si approccia all’Amore. Non è tentando di entrare a far parte del mondo femminile che si ottengono più occasioni di conquista. L’imperativo è semplicemente opposto: distinguersi fra gli uomini (e non dagli uomini) per poter rappresentare la parte reale e concreta di un rapporto d’amore, come Uomo che si distingue dalla Donna e per questo la completa. Differenziarsi dalla Donna, non tentare di inglobarsi a lei, per poterle essere davvero utile. Che non vuol dire farsi insensibili alle sue necessità, ai suoi desideri e alla sua necessità di dialogo, ma essere capace prima di tutto il resto di “sollevarla dai suoi sbalzi d’umore, dalle ossessioni delle sue manie”, come direbbe Battiato, con ironia e sicurezza di sé. L’amore è perennemente al centro di questo testo, trattato con sensualità ma anche con giocosità, la danza perfetta tra due individui che si conoscono e sanno cosa desiderare da un rapporto. L’uomo, capace di condurre, come in un Tango (ballo prediletto dal perfetto amatore) e la donna capace di lasciarsi condurre e di saper, nel contempo, scegliere l’uomo che sarà davvero in grado di donarle la forza che desidera e che, troppo spesso, rintraccia in soggetti non all’altezza del suo ruolo.

Le Otto Verità non sono affatto banali e fanno riferimento all’ampio spettro di qualità che un uomo regale non dovrebbe mai dimenticare di avere. Certamente cultura al primo posto, gentilezza, onore, capacità di capire che tipo di donna si ha di fronte (perché si sa, anche gli uomini come le donne prendono certe cantonate… e così facendo sprecano molto, troppo tempo dietro soggetti non adatti a loro), ma soprattutto rispetto e cura dell’arte amatoria. Questo punto in particolare, riferito al sesso e alle modalità di viverlo con il massimo dell’esaltazione, andrebbe scisso dall’intero manuale e distribuito a mo’ di volantino in giro per il mondo, perché centra, a mio avviso, il vero motivo che tiene alcuni uomini ben lontani dal comprendere come ci si relaziona a una donna.
Gli otto punti elencati nel testo, come ho già avuto modo di ribadire sopra, sono indirizzati a un lettore capace di forte autocritica, capaci anche di analizzare il proprio percorso sentimentale e dirsi “ho fallito perché non ho tentato, perché non sono stato capace di differenziarmi dagli altri, perché ero insicuro e perché non ho avuto un esempio, un maestro, una ispirazione basilare che mi aiutasse ad ottenere ciò che volevo” e scardina molte certezze e banalità su quali dovrebbero essere i ruoli rivestiti dall’uomo durante la nascita e la crescita di un rapporto sentimentale.

Divertentissime e spesso intrise di verità sono le poesie in dialetto romano allegate agli otto punti, specialmente quella in riferimento alle presunte qualità del Principe Azzurro agognato dalle donne, che mi ha fatta sorridere e mi ha trovata d’accordo, portandomi a ripensare a quante volte negli ultimi anni ho sentito amiche e conoscenti domandarsi il perchè di continui fallimenti sentimentali

“C’è quella che te dice che  ha trovato
solo ‘nfami e palloni gonfiati,
ma nun te dice sti signori
‘ndove l’ha cercati.”

Un altro momento appassionante (specie per la sottoscritta) del viaggio è il dono della spada che l’uomo fa alla donna che ama, vera perla pregiata per lettori amanti di Game of Thrones e in generale per gli amanti della storia, dei duelli (con saggio consiglio di non duellare mai per chi non lo merita, come fece il povero Pushkin) e dell’arte militare

“La condurrà in un luogo significativo, come una pineta trafitta da lame di luce o un luogo dove il Cielo stellato si vede perfettamente (…). Purchè sia un luogo del cuore. Colà, il Regale si inginocchierà sul solo ginocchio sinistro e svelerà l’arma dal panno in cui era avvolta, presentandola alla dama (…). Quindi bacerà la mano della bella, abbracciandone il ventre. Si alzerà e la bacerà sulle labbra.”

E dulcis in fundo, oltre a un elogio della gelosia, finalmente non descritta (come spesso banalmente accade) come pecca dell’insicuro ma come diritto sia per l’uomo che per la donna di rivendicare determinate caratteristiche di un rapporto, conclude l’opera un “catalogo delle donne” che richiama alla mente una poco nota ma simpatica opera dello scrittore greco Semonide, SATIRA DELLE DONNE, in cui lo scrittore guida il lettore nei meandri sfaccettati del possibile femminile. La Giuditta pericolosa, la Concubina indimenticabile e quella da dimenticare, l’Intellettuale, la Karmica, la Nomade e tanti altri ritratti femminili a scherzoso uso e consumo di chi vorrà imparare come fare per giungere all’unica e sola, la donna in grado di incarnare l’ideale del vero Re, perché come ci dice lo scrittore in chiusura di questa splendida opera

“Amare la donna è quando non puoi ferirla senza sanguinare
perchè ami ogni cellula delle sue fibre e hai un enorme rispetto per la sua pelle
e per il buio che racchiude” 

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